“Perché resistemmo, perché resistiamo” : vita e impegno civile di Gildo Gastaldi.

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di Alessia Potecchi
Attraverso le pagine di questo libro di Claudia e Maurizio Gastaldi e Luigi Lia ho conosciuto la storia di un uomo e anche della sua famiglia che sono stati protagonisti indiscussi di un’importantissima pagina della storia del nostro paese,
un uomo Gildo Gastaldi che, pur avendo avuto la possibilità e le doti per una brillante carriera in campo medico scientifico, non ha voluto, non ha potuto, rimanere indifferente ai drammatici fatti, alla violenza, ai soprusi, alla privazione dei diritti e della libertà che la nascente dittatura stava instaurando nel nostro paese trovando un humus fertile nella situazione di difficoltà economico e politica di allora dopo il primo conflitto mondiale e che sono culminati con l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1924. Diceva Cesare Pavese : “A che serve passare dei giorni se poi non si ricordano?”, trovo che il ricordare sia un avvenimento molto bello ed importante perché se si ricorda significa che si è vissuto molto intensamente, che si è imparato dalle vicende che ci hanno attraversato e resi protagonisti, se si ricorda poi qualcuno, come avviene in questo libro, vuol dire che nei suoi confronti vi è un profondo affetto, una profonda riconoscenza per ciò che quella persona ha saputo darci, significa che accanto a lui siamo stati bene e abbiamo avuto il dono di fare un incontro importante che ha segnato per sempre la nostra vita.
Molto bello e profondo a questo proposito lo scritto del Prof. Gastaldi contenuto nel testo che spiega il perché della sua adesione al PDA che nasceva dalla speranza di costruire un partito non ideologico che tentava di superare l’antagonismo liberale/socialista, tra le sue fila vi erano infatti liberali, socialisti, democratici, che non avevano aderito ai rispettivi partiti proprio perché dovevano essere mossi da uno spirito di aperta costruzione e di profondo distacco da ogni ideologia dogmatica. Il PDA doveva essere un partito socialista e democratico insieme senza alcuna spinta o tentativo di fare prevalere l’una o l’altra tendenza. Purtroppo il progetto fallì proprio perché questo spirito non fu incarnato e interpretato fino in fondo ed è quindi logico, secondo questo ragionamento, che il prof. Gastaldi non abbia più voluto iscriversi a nessun altro partito che non poteva avere quegli stessi elementi di coraggio e di innovazione che animarono il tentativo del PDA.
La memoria si completa se insieme al ricordo vi è anche insito un profondo sguardo rivolto al presente, una contestualizzazione che ci può aiutare a non compiere i medesimi errori e a mettere in pratica e a continuare i pensieri e le azioni delle persone che ricordiamo.
E questo è il messaggio che ritroviamo nel libro e nel pensiero di Gildo Gastaldi, egli infatti, dopo aver diretto il CNL di Pavia, ha rispettato pienamente il dovere morale negli anni del dopoguerra di impegno per la difesa e la testimonianza dei valori della Resistenza e della Democrazia finalizzati a contrastare qualsiasi forma di riproposizione del fascismo e delle idee ad esso connesse. Il fascismo, infatti, non era da considerare come una parentesi sporadica della storia d’Italia ma come il frutto e le conseguenze di determinate condizioni socio economiche e politiche che non dovevano più ripetersi ed era necessario anche dopo impegnarsi per questo.
E ancora nel libro il concetto di memoria si contestualizza quando è richiamato l’auspicio di trasmettere i valori alle nuove generazioni perché possano testimoniare e portare avanti l’impegno di chi ci ha preceduto, un impegno che si traduce oggi soprattutto con la difesa della nostra Carta Costituzionale che ha costituito il coronamento della lotta di Liberazione. La Costituzione insieme al movimento resistente dopo l’8 settembre hanno rappresentato la svolta, il cambio di passo decisivo del nostro paese che tornava ad essere democratico e libero. Non a caso molti anni dopo, siamo negli anni 60 – 70 quando il terrorismo e le trame eversive di destra culminati con lo scoppio della bomba a P.zza Fontana facevano piombare l’Italia in una buia stagione, il bersaglio da colpire sarà proprio il patrimonio valoriale della lotta di Liberazione che trova il suo compimento nella Costituzione e che aveva saputo rappresentare il riscatto morale del nostro paese.
Ecco ancora oggi, come ci testimonia la vita del prof. Gastaldi, non dobbiamo abbassare la guardia, il nostro purtroppo è un presente molto difficile per la politica, per il lavoro, per il sindacato e per l’economia e dunque una “memoria” come quella contenuta nel libro non può che aiutarci e supportarci.

 

 

 

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