Forza Junker?

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In questi giorni, in Europa, è in corso una battaglia su due fronti, e per i progressisti non è semplice la scelta di campo. Da un lato, tutti i federalisti, di destra e di sinistra, devono schierarsi a sostegno di J.C. Junker per la presidenza della Commissione Europea, perché sancirebbe il principio di supremazia del Parlamento Europeo (eletto direttamente dai cittadini) sui Governi. Junker, in quanto esponente proposto dal PPE, il primo partito del Parlamento, diventerebbe così il simbolo di un passo decisivo verso una Unione più democratica. Contro questa idea si schiera un altro leader conservatore, il premier Cameron, paladino della supremazia dei Governi sul Parlamento Europeo.

Dall’altro lato, l’idea di sostenere il candidato del PPE, gradito anche ad Angela Merkel, spinge ampia parte dei socialisti a immaginare uno scenario alternativo, nel quale il Consiglio Europeo possa mediare per trovare una figura più vicina al PSE, anche per dare un riconoscimento al grande successo del PD di Matteo Renzi in Italia.  Appare comunque improbabile la scelta di Enrico Letta, paventata dai media inglesi in questi ultimi giorni.

Certamente il banco di prova europeo dirà molto sul “federalismo” di Matteo Renzi, chiamato a scegliere tra una figura di destra in onore dell’idea di una compiuta democrazia parlamentare e una figura alternativa che potrebbe rompere il giogo delle politiche di austerità e rigore ma finirebbe inevitabilmente per accreditare ancora una volta la UE come entità lontanissima dal volere e dalle sensibilità dei cittadini.

La visita istituzionale di Obama potrebbe fissare nuovi paletti e disegnare un ulteriore sviluppo nella tortuosa strada verso la nuova Commissione: non è un mistero che l’amministrazione americana guardi con scarso favore ad eventuali bagliori di ulteriore integrazione europea, e Obama potrebbe fare pressioni su Roma e Berlino per allinarsi a Londra in questa complessa partita a scacchi.

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L'Autore

26 anni, milanese, è laureato in storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Milano. Nel corso degli studi ha approfondito in particolare la storia del socialismo italiano. Membro della direzione regionale lombarda del Partito Democratico, fa parte del gruppo di giovani ricercatori della FEPS (la fondazione di studi del PSE) e collabora con riviste e blog di analisi politica tra cui Pandora e Left Wing. Su twitter: @angeloturco1988

2 commenti

  1. Paolo Zinna on

    Difficile questione. Rispetto delle forme della volontà popolare e passo avanti verso un parlamento europeo decidente, oppure svolta verso una politica economica meno stupida? Scelgo la seconda opzione: la politica economica tooca da vicino ciascun europeo nella sua vita di tutti i giorni, progredire verso la federazione europea è necessario ma meno drammaticamente urgente. D’altra parte, molto dipenderà dalla personalità di mr. X. Se avrà autorevolezza e intelligenza politica, saprà comunque appoggiarsi a Strasburgo e non ai governi che lo avranno scelto: una volta eletto, sarà praticamente insindacabile dai suoi elettori. Abbiamo bisogno di uno statista (cioè, non di Letta).
    Utile anche il commento su Obama. Gli interessi delle due sponde dell’Atlantico sono sempre più spesso in competizione. Forse dovremmo tutti prendere atto che del 1945 presto celebreremo il centenario e lasciarcelo per sempre dietro le spalle.

  2. Federico Valsecchi on

    Analisi completa e chiara sui pro e i contro di ognuna delle possibili scelte in questa spinosa situazione.
    Io personalmente sostengo la posizione opposta a quella di Paolo. Il Presidente della Commissione ha un peso marginale sugli affari economici (che rimangono ad oggi in mano a Consiglio e BCE) ed invece ha un ruolo di rappresentanza e di immagine tali che reputo fondamentale che sia espressione non tanto del parlamento (il sistema è parlamentare e il presidente sarà comunque espressione del parlamento) ma del risultato delle urne. Il messaggio primario che deve arrivare ai cittadini europei è “questo è il vostro presidente e lo avete eletto voi!”
    Detto questo la scelta è comunque molto difficile essendoci validissime ragioni per ognuna delle due possibili decisioni

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