Nigel fa spallucce (?)

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Il Parlamento Europeo è una delle istituzioni democratiche più importanti del mondo visto che viene eletto da una platea elettorale tra le più ampie in termini assoluti.

In questo senso, indipendentemente da critiche più o meno costruttive e potenziali aree da migliorare, meriterebbe rispetto.

Alla sessione inaugurale della nuova legislatura, invece, questa grande istituzione democratica ha conosciuto le “spalle” dei deputati dell’area di Nigel Farage (pare si siano girati durante l’inno).

Questo profondo e densissimo atto simbolico (porgere le terga) ha acuito, tra le altre cose, il perdurante sospetto dell’inutilità di quel movimento: che senso ha candidarsi e farsi eleggere in un istituzione che, poi, non si riconosce?

La Gran Bretagna, se volesse davvero uscire dall’Europa, dovrebbe votare in questo senso all’interno del suo parlamento nazionale e, quindi, procedere.
Mandare degli euroscettici al Parlamento Europeo è come iscrivere dei calciatori al Circolo Tennis: difficilmente si riuscirà a formare una squadra mentre i tennisti continueranno a giocare imperterriti (al massimo un po’ increduli e infastiditi).

L’unico risultato immediato, e immediatamente dimostrabile, è che si stanno pagando dei deputati che, essendo “euroscettici” e non avendo una maggioranza rilevante, non possono produrre nulla di reale in sede Europea (seguiranno nell’ordine: motociclisti al Gran Premio di Formula 1 e Vigili del Fuoco in Antartide).

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L'Autore

Funzionario in un primario gruppo bancario in ambito ICS, specializzato in finanziamenti ed economia immobiliare. Architetto, Chartered Surveyor e Master in Business Administration.

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