Il lavoro prima di tutto

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Intervento di Graziano Gorla
Segretario Generale
Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

CGIL

Siamo all’alba del settimo anno della più grave crisi economica dal dopoguerra, governata solo con politiche fallimentari di austerità e tagli ai servizi. I lavoratori, i pensionati, i giovani e le imprese sono allo stremo. A pagare sono i più deboli; crescono disuguaglianze e povertà.
La disoccupazione giovanile è oltre il 44% e nella sola Milano è più che raddoppiata tornando ai livelli del 1971; abbiamo perso in sette anni, nella sola Milano, il 25% della produzione industriale e manifatturiera.

In questi giorni Milano ospita i potenti del Mondo, a loro e all’Europa diciamo che la sola austerità ha portato povertà, recessione e deflazione. Al Governo diciamo che è necessario cambiare verso, cogliendo l’occasione di visibilità che ha il nostro Paese con EXPO 2015 e col semestre di presidenza europea.

Ma cambiare verso non può tradursi nell’offrire maggior libertà di licenziare. L’emergenza per il paese è quella di creare lavoro. E’ perciò inaccettabile una proposta, motivata dalla necessità del superamento del dualismo del mercato del lavoro, che nei fatti riduce in generale diritti e tutele dei lavoratori e cancella il reintegro previsto dall’art. 18 non proponendone, invece, l’estensione e la generalizzazione che è l’unica risposta per ricostruire un mercato del lavoro unico. Ci aspettiamo da chi governa proposte concrete per creare nuovi posti di lavoro, aiutare le imprese sane, favorire la nascita di nuove imprese che diano buon lavoro.

La CGIL avanza proposte che chiediamo siano prese in considerazione e che riguardano in particolare:
• investimenti pubblici e privati per le infrastrutture materiali e immateriali (trasporti, banda larga, innovazioni tecnologiche, fonti energetiche, green economy, salute, formazione ecc) per avere un Paese orientato a crescere economicamente;
• la lotta all’evasione, al lavoro nero, alla corruzione e all’illegalità;
• la salvaguardia del patrimonio industriale, nell’accezione più larga che coinvolge anche agricoltura e turismo valorizzando il patrimonio artistico e culturale che non ha eguali al mondo, facendo leva sulla capacità di innovazione e sulla qualità del prodotto;
• il superamento del patto di stabilità per i comuni selezionando opere per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici;
• il potenziamento degli investimenti nell’istruzione scolastica, nella conoscenza e nella ricerca;
• la liberalizzazione delle professioni per dare maggiori opportunità di lavoro.

Vorremmo il confronto sulle nostre proposte e non attacchi alla dignità del lavoro con la riproposizione di rapporti precari e con la messa in discussione del diritto fondamentale di civiltà a non essere ingiustamente licenziati.

Non basta dire che un diritto è “vecchio” solo perché è stato conquistato decenni o secolo fa. Se fosse così le costituzioni inglesi, francesi, americane sarebbero carta straccia.
Un diritto è tale a prescindere dal fatto che possa essere considerato di attualità nel dibattito quotidiano. La libertà, l’uguaglianza, il diritto a realizzarsi attraverso il lavoro sono troppo importanti per essere consegnati a chi è più bravo in un talk show televisivo.

Contestualmente siamo impegnati nella contrattazione i per estendere tutele a chi vive situazioni di lavoro precarie e sottopagate.
Ma sono ormai decenni che assistiamo ad un attacco concentrico proprio sui contratti nazionali che sono l’unico elemento unificante delle tutele e delle retribuzioni dei lavoratori.

Per questo invitiamo giovani, anziani, lavoratrici e lavoratori a partecipare alle mobilitazioni che in queste settimane la CGIL e le sue categorie stanno promuovendo dentro e fuori i luoghi di lavoro e in modo particolare a venire con noi alla grande manifestazione che si terrà a Roma il 25 ottobre a sostegno delle nostre proposte.

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