(S)Travolti da un insolito destino nell’ azzurro mare (fiscale) di Ottobre

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Piovono aliquote ad Ottobre e si tratta, ovviamente, di tasse.

Coloro che hanno osato la temeraria avventura di detenere un immobile in Italia, infatti, hanno conosciuto un burrascoso susseguirsi di pagamenti : IMU (o cio che ne rimane ), TARI (già nota ai più nelle vesti di Tarsu, Tares etc.) e infine TASI.

In ossequio alla legge non scritta (ma sempre alacremente applicata) che vede il contribuente italiano come un soggetto da punire ferocemente, le tre tasse erano calcolate su basi diverse, con aliquote specifiche per ogni comune e, comunque, notificate in tempi e modi diversi (a Milano TASI e IMU erano da calcolare a cura del contribuente, la TARI è invece stata notificata con bollettini pervenuti a casa degli interessati; ovviamente si trattava di un acconto…. ad Ottobre).

Tutto questo senza considerare che ognuna di queste tasse ha comportato ulteriori interrogativi, relativi a fattispecie specifiche, che ovviamente non e stato possibile chiarire in tempo utile.

E questo non riguarda solo plutocrati detentori di dozzine di immobili (che possono rivolgersi facilmente ad un consulente fiscale) ma anche chi, per esempio, possiede la casa che abita e magari ha ereditato l’ abitazione dei suoi genitori (magari di basso valore, in un paese dell’ entroterra e che in questo momento non riesce neanche a vendere).
In sintesi non un magnate dalle immense possibilità.

Le diverse basi di calcolo, nonché le delibere di applicazione che cambiano per ogni Comune, inoltre rischiano di creare un’ ingestibile babele nelle procedure per il mancato pagamento, nei casi particolari da vagliare singolarmente, nelle ripercussioni sulle trattative immobiliari già in corso etc.

Siamo sicuri che il settore immobiliare italiano, che già ha visto contrarsi drammaticamente il numero di transazioni rispetto al pre-crisi, si gioverà di una tale confusione ?

La prossima volta che si renderà necessario aumentare il prelievo fiscale, per favore, lo si faccia in modo trasparente e chiaro.
Occorre sapersi assumere la responsabilità, se proprio non ci sono alternative, di aumentare le aliquote senza creare una cortina fumogena (e confusiogena ) di adempimenti bizantini.

L’unico punto positivo è che non è più necessario interrogarci, almeno nel settore immobiliare, su cos’è che spaventa gli investitori in Italia.

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L'Autore

Funzionario in un primario gruppo bancario in ambito ICS, specializzato in finanziamenti ed economia immobiliare. Architetto, Chartered Surveyor e Master in Business Administration.

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