Sviluppo economico, lavoro, terzo settore nell’area metropolitana: il contributo dei corpi intermedi

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E’ ormai da lungo tempo che l’area metropolitana milanese ha subito una profonda trasformazione della propria struttura produttiva.

CONVEGNO 19 MAGGIO 2015 CORPI INTERMEDI

Da punto di riferimento per industrie di stampo “fordista”, in grado di assorbire “forza lavoro” in gran numero, il sistema produttivo si è progressivamente frammentato, virando verso un maggiore sviluppo del settore terziario e dei servizi. Ciò nonostante, Milano è sempre rimasta un punto di riferimento, tanto da conservare l’appellativo di “locomotiva” dell’intero Paese.

L’aver conservato anche ai nostri giorni tale appellativo non significa che la situazione attuale possa definirsi felice.La crisi, i fenomeni recessivi e i mutamenti epocali degli ultimi anni, hanno avuto un fortissimo impatto sulle attività produttive, con ovvi riflessi a livello occupazionale.

Come purtroppo noto l’occupazione oggi è spesso precaria, meno tutelata rispetto a un tempo e, nonostante vari e numerosi  tentativi di riforma delle sue regole, si appalesa sempre difficile  per i nuovi ingressi nel mercato del lavoro, soprattutto per i tentativi di inserimento dei giovani, e  molto difficile (talora addirittura drammatica) per chi il lavoro lo ha perso magari in età avanzata e trova ostacoli a volte insormontabili nel tentativo di re-inserimento.

Lunghi anni connotati dall’assenza di politiche industriali o di piani coordinati di sviluppo, uniti alla mancanza di investimenti di carattere strategico, hanno lasciato spazio a uno “sviluppo spontaneo” poco attento alla sostenibilità e all’innovazione o hanno fatto perire realtà travolte dalla concorrenza globale. Il declino di molte delle attività tradizionali non è stato indolore.

Accanto allo sviluppo di servizi ad altro valore aggiunto si è rafforzata un’area di servizi marginali, di bassa qualità, nella quale impera l’utilizzo di lavoro scarsamente professionalizzato. Nuove povertà si sono prepotentemente e drammaticamente affacciate sul territorio a cagione della chiusura di molte attività e di un sistema di welfare che si è rivelato insufficiente.

In questa situazione è da tempo diffusa la richiesta di un cambio di passo. Appare  quindi quanto mai urgente e necessario continuare nell’attività di rilancio dell’economia dell’area metropolitana, intensificando gli sforzi sinora compiuti. E ciò basandosi su attività innovative, di qualità, sostenibili.

Per operare questo ulteriore rilancio appare allora necessaria un’azione concorde di amministrazioni pubbliche ed organizzazioni rappresentative dell’economia e del lavoro, dove la politica sia promotrice e agevoli i processi, lavorando in sinergia e in stretto contatto con chi opera sul campo e conosce nel dettaglio le necessità, le prospettive e le opportunità di nuovo sviluppo economico.

Questo l’oggetto dell’incontro che si è svolto a Palazzo Isimbardi, il 19 maggio, incontro il cui obiettivo è stato quello di tenere una costante e concreta interazione tra il PD ed alcune delle principali organizzazioni rappresentative presenti sul territorio.

Riteniamo che un dialogo con i corpi intermedi sia di vitale rilevanza, proprio in questo momento storico, dove il modello sociale sembra avviarsi sempre più verso una discutibile “disintermediazione”.

Tantissime le questione emerse in occasione del citato incontro: rimettere al centro di qualsiasi ragionamento il comparto manifatturiero; la necessità di coniugare il tema dello sviluppo con quello della coesione sociale; la necessità di politiche pubbliche finalizzate a sostenere l’occupazione e la qualità delle attività produttive; sostenere conoscenza , ricerca, cultura; qualità dell’occupazione; innovazione che presupponga una rinnovata cultura di impresa più attenta ai nuovi equilibri tra “capitale e lavoro” e a sostegno di settori emergenti ad alto valore aggiunto; le questione relative alla finanza; percorsi formativi e di “alternanza” nelle scuole tecniche e nelle università; semplificazione amministrativa e burocratica; valorizzazione del mondo delle professioni e delle professionalità; sistema di regole omogenee tra i comuni dell’intera area; le questioni inerenti il “dopo Expo”; fare impresa sociale e svilupparla; necessità di un piano strategico e di una governance capace di stare al passo con i tempi e con i processi.

In tutto questo “fare sistema”: i corpi intermedi si sono detti pronti. A fronte delle tante urgenze e dei temi emersi il convegno si è così concluso con l’impegno reciproco di incontrarsi periodicamente per approfondire e dare un taglio operativo alle interlocuzioni avviate. Naturalmente anche con ulteriori interlocutori.

Questo il percorso che ci occuperà nei prossimi mesi per cercare di sintetizzare le linee di condotta e di  tradurle in azioni concrete.

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L'Autore

Laureata in Scienze Politiche – presso l’Università degli Studi di Milano. Specializzata in diritto del lavoro. E’ stata responsabile delle risorse umane ed attualmente si occupa di lavoro in tutti i suoi aspetti, svolgendo attività libero professionale, come titolare di Studio di consulenza del lavoro e aziendale. Nel 2012 è stata eletta nell’Ufficio di Presidenza della Consulta degli Ordini, Collegi e Associazioni professionali della Regione Lombardia. Per il PD ha coordinato il “Gruppo di idee e progetto: Lavoro e Impresa” per l’area metropolitana milanese e il tavolo “Nuovo Sviluppo economico” delle “Officine” per il programma del Sindaco Pisapia. Dal 2009 al 2013 è stata membro della Segreteria Regionale del Partito Democratico lombardo, con delega: “Lavoro e Professioni”. Nel 2014 è stata membro della segreteria del Partito Democratico dell’area metropolitana milanese con delega: “Formazione e Diffusione sul territorio. Dal 2015 è membro della Segreteria del PD dell’area metropolitana milanese con delega: “Professioni e Organizzazioni rappresentative”.

1 commento

  1. Angelo Turco on

    Il convegno è stato molto interessante. Ma non è solo questo il punto: il PD non deve chiudersi in una dorata autoreferenzialità derivante dal clamoroso 45% cittadino delle europee e pensare di bastare a se stesso. Il rapporto con gli altri corpi intermedi è decisivo per comprendere le dinamiche della città, per poter rappresentare istanze, per ambire a muovere leve di potere politico in un contesto in cui il potere stesso si va nebulizzando e disperdendo tra interessi economici globalizzati e crisi del welfare urbano. Bene quindi questo convegno, peccato per la scarsa attenzione dedicatagli da ampi settori del Pd stesso..

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