Oltre l’Expo: le opportunità della Città Metropolitana

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OnidaGiovedì 10, ore 10.30, al CAM Garibaldi (c.so Garibaldi 27): convegno presieduto da Valerio Onida.
Organizzazione del territorio, Istituzioni e Autonomie, sviluppo urbano sono nodi cruciali per mantenere a Milano la vitalità dei mesi dell’EXPO. In un convegno introdotto e coordinato da Arturo Bodini ne parleranno:
1) Fabio Arrigoni. Da zone a municipalità: autonomia amministrativa di base per una efficace azione sociale.
2) Luca Beltrami Gadola. Città Metropolitana e territorio. Il “Dopo expo”: sviluppo della ricerca scientifica, una opzione per i padiglioni dell’EXPO.
3) Cristina Treu. Organizzazione del territorio di un’area vasta, antidoto per la speculazione e motore per uno sviluppo ecosostenibile
Cerchiamo di sintetizzare le ragioni del convegno, attraverso le parole dei suoi promotori.

Le gabelle, ossia i dazi sulle merci trasportate sono state il simbolo di una asfittica politica commerciale di Milano. Quando queste imposte sono venute meno è rimasta per Milano una miope consuetudine che ha mantenuto la città dentro una sorta di bozzolo che ne ha bloccato il suo sviluppo. Esempio eclatante è la linea rossa della metropolitana che arriva a Sesto San Giovanni e lì si ferma. Altro problema è stata la questione della casa: i quartieri dormitorio (le cosiddette periferie) e le città dormitorio dell’hinterland: Milano e il suo ampio contorno si sono sviluppati senza alcun progetto e senza alcuna prospettiva, preda da sempre della speculazione edilizia.
Le intelligenze milanesi hanno elaborato un progetto di città metropolitana con studi (PIM e tanto altro) e approfondimenti in ogni direzione. Tutte queste ricerche sono sfociate nella legge 142/1990 che ha inserito le Città Metropolitane nella legislazione e poi, con la riforma del titolo quinto, nel dettato Costituzionale. La legge 142 non ha avuto alcuna applicazione per il deflagrare di tangentopoli, ma anche per l’incapacità di una classe politica di innovare il suo monotono incedere.
Quattordici anni dopo il Parlamento ha approvato una nuova legge, la 64/2014, che in modo difforme, ha reintrodotto l’attuazione dell’ente Città Metropolitana, ed ancora la classe politica, con miopi calcoli, ora cerca di ridurre al minimo l’impatto riformatore. Il toto candidature, che determinerà lo strumento con cui governare un vasto e popoloso territorio, che lo stesso Presidente del Consiglio ha definito la locomotiva d’Italia, è la massima espressione di una democrazia deteriorata. Per di più questo procedere è sostenuto da una cultura mediatica più legata al gossip che al progetto politico, metodo legato alla angusta chiusura dello status quo.
Eppure l’Expo può essere l’occasione e la spinta con un ripensamento critico per organizzare amministrativamente l’area liberando sinergie e potenzialità. La legge offre spunti preziosi sia per partecipazione democratica che per rinnovamento amministrativo. Ma è assordante il silenzio di tutta una classe dirigente che non coglie queste opportunità.
Abbiamo organizzato un convegno che ponga all’opinione pubblica il problema di un radicale rinnovamento in un’ottica europea e non nella gretto chiusura di una banale amministrazione da condominio.

Valerio Onida, Alessandro Antoniazzi, Fabio Arrigoni, Enzo Balboni, Mario Barbaro, Luca Beltrami Gadola, Giovanni Bianchi, Arturo Bodini, Lorenzo Boscarelli, Benito Boschetto, Giorgio Calvello, Giorgio Cazzola, Sante Cesqui, Antonio Devoto, Massimo Gorla, Mario Mauri, Franco Monaco, Salvatore Natoli, Giancarlo Seppi, Paolo Zinna.

 

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