L’importanza di uno Stato sopra le parti

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12_presepe_zuccheroArticolo di Giuseppe Papaleo

Il 9 Dicembre in Francia è la “giornata della laicità nelle scuole”: nel paese in cui è più alta la diversità religiosa e allo stesso tempo la tolleranza delle diversità, nonostante quella cattolica rimanga la religione più diffusa, nel paese che è stato attaccato più volte al cuore da pazzi criminali, più fanatici che religiosi, con l’obiettivo di rompere l’equilibrio consolidato di convivenza tra religioni, si dedica un giorno per rivendicare la laicità dello Stato, ovvero per specificare che lo Stato ha il dovere di porsi al di sopra di ogni tipo di divisione e diversità, soprattutto quelle legalmente tollerate come le diversità religiose. Più o meno negli stessi giorni ascoltiamo Donald Trump, aspirante candidato alla presidenza degli Stati Uniti, il paese delle opportunità, rivendicare la necessità di “chiudere le frontiere a chi professa la religione islamica”. Sempre in questi giorni, in Italia, il paese che ospita la Santa Sede di una religione che aspira ad aiutare gli ultimi ma che dentro il suo armadio ha più scheletri di tutte le altre, si è assistito a un dibattito assurdo sull’esposizione di un presepe in una scuola e sull’importanza dei simboli religiosi nella nostra cultura. Ad alimentare politicamente questa critica non sono rappresentanti della Democrazia Cristiana, ma dei poveracci con aspirazioni fasciste che degli “ultimi” se ne fregano, che propongono una separazione e una diversità di trattamento tra chi è italiano e chi no: tutto il contrario di quello che la Chiesa cattolica ha professato nel mondo. Questi ignorano l’insegnamento fondamentale della religione cattolica tramandato dalla Bibbia, ovvero l’inclusività derivante dal fatto che siamo tutti figli dello stesso Dio, ignorano che Gesù fosse ebreo, che i re Magi non rinunciarono a portare i loro doni nonostante le diversità etniche e religiose e che Gesù nacque in una grotta perché i “padroni di casa” all’epoca si rifiutarono di aiutarli mentre una stella indicava chiaramente quale fosse il disegno di Dio. Oggi quella stella sembra smarrita e si segue e cavalca invece l’onda della paura, per alimentare divisioni o per racimolare qualche voto. Quale sia la mia religione non importa, ma quando al posto di un’ora di religione nelle scuole dedicheremo quel tempo ad educare i giovani alla tolleranza, al rispetto dei valori etici e morali e sopratutto alla fratellanza e alla convivenza al di sopra delle diversità soggettive, il dibattito sul fare o meno il presepe perderà tutta questa importanza, ci saranno più persone che lavorano per costruire un mondo migliore e voteremo e magari avremo politici che sappiano riconoscere quali siano le priorità del loro lavoro.

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