Socialismo Europeo, il futuro passa da Lisbona anche se non sembra granché

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Chi guarda a sinistra, in Europa, non può che vedere una grande tristezza. I partiti del PSE, quando vincono in Europa, non riescono a consolidare le proprie vittorie e, a volte, fanno di tutto pur di gettare alle ortiche il capitale politico messo da parte governando. Al di là del caso francese, inevitabilmente influenzato dagli attentati terroristici, in questi giorni il parlamento di Lisbona ha votato il primo bilancio statale approvato anche dalla sinistra radicale del Blocco di Sinistra e dal Partito Comunista.

Quella che dovrebbe essere una notizia bellissima per chi ha a cuore l’unità della sinistra, è, però, una notizia che dà da pensare a tutti gli altri. Il bilancio statale, sostenuto anche dalla Commissione UE ha delle misure anti austerity ma niente di stupefacente e, anzi, non è un passo avanti molto significativo per il Portogallo che negli ultimi anni ha molto subito i piani di austerity della Troika.

Non solo, a gennaio l’elettorato portoghese ha pensato bene di votare un presidente social-democratico. Per qualche strana ragione, i socialdemocratici si riconoscono nel centrodestra europeo. Per cui, non solo è tutto da vedere il rapporto che si instaurerà tra presidente e primo ministro, ma anche è difficile immaginare che le riforme del governo – semmai dovesse farne di incisive – verranno prese sul serio dagli elettori.

Infatti, andando a vedere i dati ed elaborandoli un attimo, si scopre che l’elettore portoghese è diventato molto nervoso e, mentre la maggior parte dei cittadini trova ancora sensato votare i partiti tradizionali, formazioni politiche che possono contare su pochissimi voti riescono a raccogliere un impressionante 12% alle elezioni legislative.

Qualsiasi cosa accada a Lisbona nei prossimi anni, sarà interessante per capire almeno due cose. La prima, che futuro ha il socialismo in Europa – ammesso che ce lo abbia – e la seconda, come fare per renderlo rilevante nella società. Il voto che ha ribaltato il veto presidenziale contro il le adozioni gay è un passo in avanti, ma il punto è capire quale cultura politica e quale modello di società intendono mettere in pratica i socialisti di tutta Europa. E qui, dopo l’ubriacatura degli Anni ’90, sembra che le idee siano poche e molto confuse.

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